I VESTITI NUOVI DELL' IMPERATORE.SMETTERE I PROPRI VESTITI IN VISTA DELL ENNESIMO GIRO DI BOA DELL ETà, PER METTERNE DI PIù SOBRII E CONSONI
una volta igor me lo aveva posto questo "problema". Avevo 16 anni, un pigiama a righe bianche e verde acqua sopra a pantaloni stracciati e in testa un turbante di serpenti aggrovigliati, i primi dread che parma avesse mai visto. "tu pensi che dopo una certa età ci si debba vestire bene, uniformarsi, non dare nell' occhio? voglio dire, tu quando andrai all' università o inizierai a lavorare, sarai ancora così?"
mi era sembrata una questione inutile, comunque ero combattuta tra "certo, che domande! rispecchia quello che sono!" e "chissenefrega, non credo che mi toccherà, ma in ogni caso uno si veste come meglio crede, in culo ai benpensanti". non me ne è mai importato molto dei vestiti degli altri e neanche tanto dei miei. non è una questione di apparire, per quel che mi riguarda è comodità.. e anche non vedermi addosso lo "stile", se di questo si può parlare, pensato su di un manichino. non mi ci vedrei mai coi mocassini o vestiti a fiori, ma questi son gusti.
a 17 anni sono entrata nel magico mondo del lavoro, in un' edicola. eccheccacchio vendi giornali mica titoli in borsa. eppure dagli studi dell epoca già emergeva che i miei pantaloni di 4 taglie più grandi mostranti mutanda inibivano il cliente nell acquisto del quotidiano, benchè di me si vedesse solo la faccia.. sarà stata la combo coi capelli rosa antico. poi bar,ristoranti,gelaterie,cooperativediassistenza: le vendite subivano cali vertiginosi alla sola vista di "chiodi" in faccia, colori un po' troppo accesi, a volte anche la frangia alla caterina caselli "non ti si vedono le sopracciglia".. se ti faccio vedere qualcos altro dici che il fatturato sale?
e va bene, reset del look e vengo catapultata in società in maniera molto anonima. in un qualche modo da lì il mio essere qua e ora ne ha risentito, perchè non c ero come mi andava ma come era meglio per tutti. tutti chi? ogni età ha il suo trend e ti devi adattare. perchè? dovrebbe essere scontato che un individuo venga apprezzato per ciò che ha da dare/dire.
forse sì, l abito fa il monaco, in questa società, e a volte sono anche d accordo. ma al di là di questo dovrebbe essere sempre una scelta personale, non un' imposizione da morale bigotta che pretende le uniformi per non alterare gli equilibri sociali. ossia: anche il vestire, come espressione del se', è necessario venga controllato, perchè potrebbe comportare un' autodeterminazione pericolosa per il sistema. la consapevolezza è la prima che ci viene negata fin dall' infanzia. ci rendono sterili e continuamente bisognosi di essere imboccati, di sentirci protetti nello sposare ciecamente decisioni prese da pochi e totalmente spaventati da tutto ciò che implica la partecipazione attiva di ogni singolo individuo alla collettività. per questo anche le ideologie così come le religioni sono merda se diventano il fulcro delle nostre scelte. e per questo credo che l uomo dovrebbe tornare ad imparare ad amare e ad amarsi, a prendersi cura di se', a capire il proprio dolore e renderlo una forza, un punto saldo da cui ripartire. consapevolezza.
e soprattuto capire che si è tutti sulla stessa barca e la ragione ce l ho solo io!
no a parte le minchiate, nessuno ha ragione.







